Un progetto dedicato alle piccole comunità

Una proposta di Comunità Green per i Comuni fino a 600 abitanti, per utilizzare l’incentivo fiscale anche per la riqualificazione dei borghi e dei centri storici, creando anche una offerta turistica integrata. L’integrazione del visitatore con la comunità locale. Non dobbiamo perdere l’occasione offerta dal Decreto Rilancio Italia, attraverso l’incentivo fiscale del 110% per la riqualificazione energetica – per migliorare più classi energetiche possibili rispettandone i massimali e le tabelle del MISE per gli edifici interessati dai lavori – per l’installazione di pannelli fotovoltaici e per la messa in sicurezza antisismica, a vantaggio dei borghi e dei centri storici che si stanno gradualmente spopolando. Questo riferito anche alle seconde case, salvo quelle di lusso, A1, A8, A9, dunque abitazioni di tipo signorile, abitazioni in ville e castelli. Anche con gli impianti a biomassa, solo in interventi su singole unità immobiliari e solo se di tecnologia a cinque stelle e in aree non metanizzate e in Comuni montani non interessati da procedure d’infrazione per sforamento dei limiti della qualità dell’aria. Inoltre, rispetto alle Comunità energetiche nelle quali Point Green S.r.l. crede moltissimo, per i borghi e i piccoli Comuni, è previsto nel nuovo articolo che l’esercizio di impianti fino a 200 chilowatt da parte di comunità energetiche rinnovabili, non costituisca svolgimento di attività commerciale abituale. Anche questo punto inserisce il Paese efficacemente nel quadro di un Green new deal europeo per puntare su decarbonizzazione e riduzione dei consumi, previsti anche dalla legge 221/2015 nell’articolo 72 sulle Green Community. Il nuovo articolo 119 attua quanto previsto dalla legge 158/2017 sui piccoli Comuni negli articoli su patrimonio immobiliare e valorizzazione dei centri storici. Nei 5.552 piccoli Comuni d’Italia si trova una casa vuota ogni due occupate: solo il 15% di quelle disponibili ospiterebbero 300 mila abitanti, e le opere di adeguamento edilizie potrebbero valere 2 miliardi di euro nella rigenerazione e decine di migliaia di nuovi addetti. Con i cantieri per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio si metterebbero in moto investimenti, tra diretti e indiretti, per quasi 9 miliardi di euro all’anno con 430 mila occupati e con risparmi in bolletta per le famiglie pari a circa 620 euro cad all’anno. Accompagnati da ricadute positive per far tornare a vivere e investire nei borghi. In un simile contesto, l’economia circolare può diventare il motore del rilancio dei territori: a livello europeo viene stimato al 2030 un beneficio economico dall’adozione di una maggiore spinta in questa direzione pari a 1.800 miliardi di euro annui, favorendo una crescita del Pil fino al 7%.

FASE 1: Recupero edilizio

Recuperare e Ristrutturare rendendo le abitazioni più confortevoli e sicure. Meno energivore e inquinanti.
Point Green S.r.l. è una Società che ha come mission “La Cultura dell’Ambiente e la Sicurezza” per diffondere l’efficienza energetica nel patrimonio immobiliare pubblico e privato con il fine di eliminare l’utilizzo di combustibili fossili inquinanti, causa dei cambiamenti climatici;
A seguito dell’approvazione del decreto rilancio nel quale viene introdotto il SUPER ECOBONUS al 110% per interventi di efficientamento energetico negli immobili, CONDOMINIALI, IMMOBILI PRIVATI e EDIFICI IN EDILIZIA POPOLARE.
Point Green S.r.l. tramite ESCo partecipate, di proprietà o contrattualizzate promuove, realizza interventi e verifica il rispetto di:
Decreto Rilancio: il decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”;
Decreto Requisiti Ecobonus: il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, adottato ai sensi del comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, che definisce i requisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che beneficiano delle agevolazioni di cui all’articolo 119 del Decreto Rilancio, ivi compresi i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento;
Autoconsumo e comunità energetiche, incentivi per 20 anni cumulabili con il Superbonus del 110%: firmato il decreto MISE che passa ora alla Corte dei Conti. L’agevolazione nasce per trasformare l’attuale sistema elettrico puntando su energie non inquinanti. I dettagli nella notizia pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico il 15 settembre 2020.
Firmato il decreto MISE, Ministero dello Sviluppo Economico, che rende operativa la misura introdotta dal Decreto Milleproroghe.
Tra i requisiti richiesti dalla normativa vi è l’ASSENZA di abusi edilizi.
L’iniziativa si rivolge agli amministratori e ai protagonisti delle comunità locali (giovani, imprese, associazioni e in generale cittadini) per affiancarli nel trovare e realizzare interventi sul tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici e ridurre gli effetti derivanti da tali cambiamenti. Le comunità locali saranno affiancate nella progettazione e realizzazione di interventi per la riduzione dei consumi energetici con la realizzazione di fonti alternative, della mobilità eco sostenibile, l’arresto del consumo del suolo con il riuso dei patrimoni urbani, dell’economia circolare e della salvaguardia della biodiversità.
Ad oggi l’agevolazione è in essere fino al 31/12/2021 diventa fondamentale entrare in possesso della documentazione necessaria in tempi consoni.
Non accedere per tempo all’ECOBONUS significa perdere la possibilità di riqualificare gli immobili, ridurre le emissioni di CO2 subendo procedure d’infrazione dalla Comunità Europea, perdere l’occasione di dare ai cittadini la possibilità di avere case più confortevoli, antisismiche e meno energivore con grandi risparmi sulle bollette, meno inquinanti, rinnovate esteticamente e con un incremento di valore per il CITTADINO/COMUNE e il ripopolamento con inserimento di arti e mestieri con un nuovo concetto di comunità e condivisione.

FASE 2: Comunità energetiche rinnovabili

La formazione delle cosiddette comunità energetiche rinnovabili, ovvero alla possibilità per cittadini, associazioni ed imprese commerciali, di installare impianti per la produzione di energia da fonte rinnovabile e di auto consumarla.
Le comunità energetiche nascono dalla direttiva Red II (2018/2001/Ue) e sono uno strumento per la condivisione dell’energia tra i cittadini”
Si tratta di un concetto che ha valenze sia sociali che tecniche. A livello sociale infatti le comunità energetiche possono creare sviluppo e aggregazione a livello locale. Mentre i benefici tecnici sono dati perché nel momento in cui le persone a livello locale producono e consumano la propria energia, li si spinge ad essere virtuosi nei consumi.
La definizione di comunità energetiche prevede siano installati impianti a rinnovabili con una potenza complessiva inferiore a 200 kW, e che l’energia prodotta sia consumata “sul posto”, oppure stoccata in sistemi di accumulo. L’impianto deve essere connesso alla rete elettrica a bassa tensione, attraverso la stessa cabina di trasformazione a media/bassa tensione da cui la comunità energetica preleva anche l’energia di rete. La linea di bassa tensione in cui si allaccia l’impianto di produzione è l’area geografica della comunità. Questa si riferisce ad impianti piccoli e tecnicamente si rivolge agli impianti sui condomini, sulle attività commerciali. I vantaggi saranno doppi: da una parte si potrà beneficiare della detrazione fiscale e anche una componente di risparmio fisico sugli oneri di sistema, che vengono restituiti alla comunità”. Il primo passo è quello di individuare la rete di bassa tensione dove si è allacciati, e trovare lo spazio fisico dove installare l’impianto, che può andare dal tetto di un condominio ad un parcheggio o un’area degradata da recuperare. A quel punto aiutiamo il cittadino a preparare lo statuto di quella che sarà la comunità, in forma di associazione o cooperativa, che dovrà comunque rimanere aperta alle nuove adesioni. A quel punto si raccolgono le adesioni dei cittadini che sono all’interno dell’area individuata e trovare il soggetto che installerà l’impianto con la detrazione fiscale. Ora di fatto i “prosumer” sono riconosciuti giuridicamente e sarà possibile produrre, scambiare e consumare la propria energia, cosa fino a qualche tempo fa vietata. “Questa è una potenziale rivoluzione perché può scardinare quel rapporto di dipendenza dai grandi produttori di energia”, il concetto dei prosumer è il fulcro della transizione energetica che ha anche un valore sociale: produrre e scambiare energia ha infatti un valore a livello sociale che può ravvivare intere piccole comunità”. “L’attuativo di Arera e del Mise sono pronti, e stiamo dialogando attivamente per far partire le comunità energetiche”, spiega Gianni Girotto, presidente della Commissione permanente dell’Industria in Senato, intervenuto ad Ecofuturo. “Ora col combinato con il bonus al 110 per cento ne potranno nascere veramente molte”. Per questo motivo l’approvazione della direttiva europea potrebbe finalmente colmare quel vuoto legislativo che bloccava, di fatto, lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei condomini, nei distretti produttivi o nei territori agricoli. E creare piccole comunità in grado di auto prodursi l’energia, rigorosamente da fonti rinnovabili. Realizzazione della Centrale elettrica del Comune di …… con la particolarità di impiegare fonti rinnovabili e sistemi più tecnologici come smartmeter, nanogrid e powercloud. Ciascun impianto installato sarà infatti dotato di un contatore intelligente che gestirà i flussi in entrata e uscita. Grazie alle nanogrid sarà possibile integrare tra loro e gestire diversi sistemi di generazione, prevalentemente da fonte rinnovabile, realizzando un sistema di poligenerazione, che comprende anche sistemi di accumulo. Le nanogrid sono in grado di interagire tra loro, potendo scambiare energia, sia attraverso una micro rete locale sia attraverso quella del distributore. I vari sistemi integrati tra loro porteranno la comunità a passare dal 35% di autoconsumo da fonti rinnovabili al 100% grazie all’allaccio della rete “intelligente” ad un impianto da 3 megawatt. Illuminazione pubblica stiamo elaborando la sostituzione di tutta l’illuminazione con luci Led e strisce pedonali intelligenti che si illuminano di notte al passaggio dei pedoni. L’illuminazione pubblica rappresenta uno dei maggiori costi per le Amministrazioni comunali, spesso superiore al 50% della spesa energetica totale. La maggior parte degli impianti di illuminazione stradale è costituita da sorgenti luminose di vecchia generazione, caratterizzate da elevati consumi energetici. Altrettanto dicasi per i trasporti, con l’aggravante che flotte datate o inefficienti rischiano di non garantire una risposta adeguata alle esigenze di mobilità dei cittadini. Le Amministrazioni comunali possono riqualificare gli impianti di pubblica illuminazione e la propria rete di trasporti potendo contare sul contributo dei Certificati Bianchi, titoli di efficienza energetica che premiano il plus risparmio conseguito a valle di interventi di riqualificazione. Gli Enti locali possono inoltre abbattere la propria bolletta energetica facendo ricorso anche alle fonti rinnovabili. Il biometano, per esempio, rappresenta un’opportunità importante per le Amministrazioni comunali, non solo per rendere più sostenibili i propri servizi, ma anche per sostenere il ciclo economico del proprio territorio, specialmente nelle zone a vocazione agricola. Abbiamo pensato ad progetto integrato di Smart Grid, con reti elettriche che si integrano in maniera intelligente secondo i comportamenti dei vari utenti connessi, in modo da fornire l’elettricità richiesta in maniera più sostenibile, economica e sicura anche attraverso l’integrazione di nuove fonti di energia rinnovabile. Partiremo dall’utilizzo dell’illuminazione pubblica per creare una piattaforma tecnologica basata sulla una LAN estesa su l’intero territorio, che nella zona urbana valorizza lo stesso impianto di illuminazione mentre per prolungare la LAN nel resto del territorio si utilizzeranno tecnologie satellitari per coprire parchi, zone agricole, discariche, luoghi turistici ecc.. Quindi il tema del “Comune digitale”, informatizzato, con una rete propria con punti di accesso distribuiti capillarmente sul territorio, trova un perfetto connubio con le soluzioni che presentiamo, che combinando le prestazioni della più evoluta e potente connessione Internet via Satellite, con quelle di una efficiente e capillare rete wireless di distribuzione cittadina fornisce una risorsa di rete abbondante ed economica su ogni metro quadro del territorio della città o di tutto il distretto.

FASE 3: Ripopolamento

Albergo diffuso

Assistenza alla realizzazione di un ALBERGO DIFFUSO anche attraverso la Cooperativa di Comunità ciascun socio e tutti insieme mettono a disposizione la propria creatività, le proprie capacità, il proprio saper fare, per rispondere, in termini di servizi, ai fabbisogni emergenti in relazione al welfare, allo sviluppo sostenibile, al miglioramento della qualità di vita e del contesto ambientale e sociale locale.

Se il termine “albergo diffuso” ha origine in Carnia, nel 1982 all’interno di un gruppo di lavoro che aveva l’obiettivo di recuperare turisticamente case e borghi ristrutturati a seguito del terremoto degli anni ‘70, il modello di ospitalità “Albergo Diffuso” è stato messo a punto da Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico, ed ha una storia che affonda le radici nello specifico dell’ospitalità italiana (calda e relazionale), ed è stato riconosciuto in modo formale per la prima volta in Sardegna con una normativa specifica che risale al 1998. 

Nel 2008 l’idea dell’albergo diffuso è stata premiata a Budapest in occasione del Convegno Helping new talents to grow come migliore pratica di crescita economica da trasferire nei paesi in sviluppo. 

In estrema sintesi si tratta di una proposta concepita per offrire agli ospiti l’esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, cioè su accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti, alloggiando in case e camere che distano non oltre 200 metri dal “cuore” dell’albergo diffuso: lo stabile nel quale sono situati la reception, gli ambienti comuni, l’area ristoro. 

Ma l’Albergo Diffuso è anche un modello di sviluppo del territorio che non crea impatto ambientale. Per dare vita ad un Albergo Diffuso infatti non è necessario costruire niente, dato che ci si limita a recuperare/ristrutturare e a mettere in rete quello che esiste già. Inoltre un Albergo Diffuso funge da “presidio sociale” e anima i centri storici stimolando iniziative e coinvolgendo i produttori locali considerati come componente chiave dell’offerta. Un Albergo Diffuso infatti, grazie all’autenticità della proposta, alla vicinanza delle strutture che lo compongono, e alla presenza di una comunità di residenti riesce a proporre più che un soggiorno, uno stile di vita. Proprio per questo un Albergo Diffuso non può nascere in borghi abbandonati. Un nuovo turismo intelligente alla scoperta dei sapori, delle tradizioni, della natura, dei mestieri, della biodiversità … a impatto zero anzi per far conoscere l’uso delle fonti rinnovabili e dei grandissimi vantaggi.

Ripopolamento con arti e mestieri e personale per l’Albergo Diffuso, per la mobilità elettrica, per lo smart working. In questo contesto l’Amministrazione Comunale deve svolgere un ruolo di promozione e disseminazione, fornendo, nel rispetto delle norme vigenti, opportunità e risorse, e quindi favorendo un processo di governance della sussidiarietà orizzontale aperto e trasparente in cui il capitale sociale locale possa dispiegarsi e contribuire al cambiamento ed al miglioramento.

POINT GREEN si propone di creare valore e di generare benefici tra tutti gli attori della filiera coinvolti attraverso uno scambio di risorse.

Gli Alberghi diffusi acquisiscono prodotti e servizi dalle aziende partner pagando le forniture in parte con pernottamenti presso la propria struttura. In questo modo rivalutano pienamente un loro asset primario mentre le aziende ottengono nuovi clienti aprendo un nuovo mercato.

Le modalità di pagamento vengono concordate tra le parti, suddividendo l’investimento tra una quota camere e una quota in denaro (ottenibile dal bonus ristrutturazione e il Bonus mobili).

Le camere, oggetto della trattativa, vengono distribuite attraverso canali selezionati: agenzie viaggi

aziende

tour operator

DMC

tour operator incoming

grossisti

network

FASE 4: Economia Circolare

Riciclo riuso

Azioni finalizzate al riciclo/riuso, alla riduzione di rifiuti e all’uso efficiente dei materiali di scarto massimizzando quindi l’impiego dei prodotti a fine vita. Lo sviluppo di sinergie tra soggetti pubblici e privati per l’uso efficiente delle risorse (materiali, energia, processi e tecnologie) unito all’uso efficiente delle risorse (materiali, energia, processi e tecnologie) costituiranno aspetti importanti in fase di valutazione.

Bioenergia

Compartecipazione sociale diretta alla trasformazione dello scarto organico in energia verde, a centimetro zero.

Agricoltura naturale e orti sinergici

Darà ai cittadini locali e ai turisti l’opportunità di acquistare cibo più fresco e salutare senza chimica.

Un concetto olistico incentrato su come creare nuovi modelli e pratiche per la gestione delle risorse locali nella comunità. Il nostro modello di business è improntato sull’economia circolare e trasformare le produzioni locali, in modo che siano compatibili con una moderna distribuzione ed un consumatore più consapevole e eticamente orientato a una produzione sostenibile anche dal punto di vista ambientale e sociale.

Filiera corta dei rifiuti organici che smaltisce la frazione organica senza emissioni in atmosfera, ottenendo anche un liquido come ottimo ammendante agricolo e la parte secca che può essere utilizzata come riscaldamento per le serre di produzione e di acquacoltura.

Il Comune potrà dare ai cittadini della comunità e ai turisti 4.0 l’accesso a cibo sostenibile e salutare, vendendo “scatole familiari” miste, o partecipare a corsi sulla gestione delle risorse locali, sulla produzione alimentare e sugli ecosistemi. Come visitatore, si potranno gustare le colture locali nei ristoranti, il che può creare interesse e valore per l’ambiente locale.  

Aiuteremo il Comune a sviluppare l’ecosistema di produzione alimentare, basato sulle risorse locali e stimolando il recupero delle terre incolte e abbandonate, l’agricoltura sociale, l’auto produzione alimentare e il consumo sostenibile attraverso la nostra piattaforma. L’orto sarà costituito da allevamenti di polli e conigli, un frutteto, un’abbondante serra, aiuole rialzate auto-irriganti. Con riciclaggio e compostaggio, autosufficiente in terreni vegetali di alta qualità.

I Turisti 4.0 sono persone che vengono e guardano dentro, soprattutto per le famiglie con bambini, che sono attratte dalle fattorie di animali. Ma il giardino funziona molto bene anche come luogo di incontro. Lo si potrà utilizzare per eventi e affittare anche ad aziende e privati per organizzare vari eventi “.

Acqua uso e riuso

Un piano integrato per controllo del ciclo dei rifiuti e la gestione idrica, che può permettere la riduzione di sprechi grazie ad un monitoraggio più attento della rete, così come attraverso un efficientamento energetico delle pompe o il riciclo delle acque non destinate a scopo potabile. Un discorso analogo riguarda i rifiuti, in particolare l’obiettivo di incrementare la percentuale di raccolta differenziata per la produzione di compost e biogas.

Conservazione habitat

Nella valorizzazione del territorio (anche di parti marginali dal punto di vista agricolo ma di elevato valore naturalistico) assumono sempre più importanza pratiche di gestione sostenibile e di salvaguardia della biodiversità, capaci di rappresentare, nel contempo, un’opportunità per lo sviluppo delle economie locali. Tra queste, l’apicoltura contribuisce in modo determinante alla conservazione degli habitat  in  quanto  dall’attività di impollinazione delle api, dipende la riproduzione, la propagazione e l’evoluzione delle piante, la protezione della salute degli ecosistemi e lo sviluppo di gran parte delle colture di cui ci nutriamo.

I borghi, con il proprio contesto urbano e periurbano, possono costituire ambiti ottimali (dal punto vista geologico, morfologico, floristico, faunistico) per la sinergia tra il paesaggio e l’allevamento delle api,  costituendo un avamposto di difesa della biodiversità ambientale ma anche mete importanti  di  un  turismo attento all’identità di prodotto che lega il particolare gusto di un cibo (il miele) alla sua terra d’origine e ad una qualità alimentare rispettosa dell’ambiente che lo circonda”.

Benessere

Il benessere delle persone sarà molto importante per questo tutte le abitazioni avranno:
Acqua idrogenata

FASE 5: Digitalizzazione

Con intelligenza artificiale andremo a gestire l’efficienza dei consumi energetici, la sicurezza della comunità e tutti i servizi necessari alla comunità ed alla vita stessa del paese, nell’intento di migliorare l’efficienza e ridurre i propri costi, con tutte le interconnessioni con le attività economiche, la mobilità, le risorse ambientali, le relazioni tra le persone, le politiche dell’abitare ed il suo stesso modello di amministrazione. 

Con il nostro progetto abbiamo l’occasione di superare il Digital Divide della zona. L’accesso a internet non è più un lusso, ma è sempre più un servizio che influisce sulla qualità della vita di ogni cittadino moderno. 

Una città può essere definita come “smart” quando gli investimenti in capitale umano e sociale e nelle infrastrutture tradizionali (mobilità e trasporti) e moderne (ICT) alimentano uno sviluppo economico sostenibile ed una elevata qualità della vita, con una gestione saggia delle risorse naturali. 

Le risorse sono scarse e dobbiamo basare lo sviluppo economico del paese anche sulla disponibilità delle risorse turistiche e naturali. In una smart city, in particolare, il loro “sfruttamento” deve garantire l’uso sicuro e rinnovabile del patrimonio naturale. Anche con iniziative tese a ridurre le emissioni di sostanze inquinanti e di gas serra, attraverso la mobilità sostenibile e l’erogazione di incentivi economici per chi si reca al lavoro in bicicletta (spostamenti in itinere) o con un mezzo elettrico.

WIFI

Le nostre soluzioni tecnologiche, che combinando le prestazioni della più evoluta e potente connessione Internet via Satellite, con quelle di una efficiente e capillare rete wireless di distribuzione cittadina fornisce una risorsa di rete abbondante ed economica su ogni metro quadro del territorio.

Per gestire tutti i servizi necessari alla comunità ed alla vita stessa della città, nell’intento di migliorare l’efficienza e ridurre i propri costi, con un ampio numero di servizi erogati attraverso la “Rete”, con tutte le interconnessioni con le attività economiche, la mobilità, le risorse ambientali, le relazioni tra le persone, le politiche dell’abitare ed il suo stesso modello di amministrazione. Con il nostro progetto abbiamo l’occasione di realizzare la prima vera Smart City.

APP

Una APP concepita come un gioco che porta nel virtuale il Reale premiando i comportamenti virtuosi dei cittadini e turisti 4.0

Con una App data allo Staff e ai turisti 4.0 si potrà in modo semplice:

  • Per la mobilità impostare il percorso in funzione del consumo della batteria dell’autovettura e dei punti di carica disponibili con possibilità di prenotazione e pagamento, il tutto garantito da un dispositivo da installare a bordo delle autovetture.
  • Servizi di Pubblica Utilità rilasciati con modalità passiva per la rilevazione, attraverso sensori posizionati sulle colonnine di ricarica, di dati provenienti dal territorio (dati di pubblica utilità, ecc…) e rilasciati in modalità attiva quali ripetitori di segnale WiFi o cella telefonica o punto di un segnale radar utile per la guida autonoma
  • Servizi interni della Comunità: apertura porte, accessi, pagamenti (baratto), ecc.

WEB

Inserimento in un portale web internazionale multilingue che verrà fatto conoscere al nuovo Turista 4.0 quello attento alla natura, vuole conoscere le origini e le tradizioni, vuole toccare con mano il vivere sano, vuole vivere in una comunità e attingerne sapere, conoscenze usi e costumi:

Descrive il borgo e le sue caratteristiche di unicità: cibo, cultura, origini, peculiarità

Gestisce le prenotazioni (tramite smart working anche locale)

e-commerce dei prodotti tipici (tramite smart working anche locale)

FASE 6: Mobilità green

Mobilità sostenibile con colonnine per la ricarica presso ogni unità abitativa, un parcheggio esterno al paese, navette elettriche per i servizi interni del paese e verso il posteggio per le auto a combustione.

Per i veicoli elettrici in base allo sviluppo del progetto la casa potrebbe essere il punto di ricarica principale o nei luoghi annessi al centro.

Normalmente i veicoli sostano nel box o nel posto auto diverse ore ogni giorno: questa situazione è ideale, in quanto consente di ricaricare lentamente la batteria. E’ quindi sufficiente una potenza (kW) ridotta per poter avere ogni mattina la batteria completamente carica.

Inoltre, contrariamente a quanto in molti pensano, non bisogna far scaricare la batteria per poi ricaricarla completamente. Le moderne batterie al litio impiegate sui veicoli beneficiano maggiormente di piccole ricariche parziali, per cui chi ha un’auto elettrica è abituato a metterla sempre in carica ogni volta che parcheggia nel proprio box o posto auto.

Car sharing

Creare i primi stalli di parcheggio (5-10 auto al massimo), consigliate zone centrali magari all’uscita del Comune, zona bus, stazione ecc.

Area perimetrale, consigliato un raggio di 5 km con macchine che hanno 270 km di autonomia

richiesta per fare una “Scia (estensione) della licenza di noleggio senza conducente” per CAR SHARING a FLUSSO LIBERO.

Predisposizione di un bando sperimentale che poi vada in estensione anche in zone turistiche 

I primi stalli di parcheggio sono fondamentali perché evita di sostenere dei costi per il parcheggio. 

Il progetto BYS

Promossa da InfinityHub, BYS ITALIA – BICY SOLAR STREET è una startup innovativa che realizza piste ciclo-pedonali integrate con impianti di produzione di energia fotovoltaica nella pavimentazione: si tratta del primo equity crowdfunding a livello europeo nella produzione di energia da fonti rinnovabili con piste ciclo-pedonali fotovoltaiche. L’energia generata viene poi ceduta ai soggetti energivori adiacenti tramite un contratto SEU. Un’opera di innovazione sociale quindi, che unisce la mobilità sostenibile all’energia verde, con la possibilità di un beneficio economico di tutti i cittadini.

FASE 7: Valuta complementare

Point Green nasce con lo scopo di sviluppare e realizzare progetti energetici in modalità ESCo, attraverso la costituzione di Società di Scopo, in parte finanziate con il ricorso all’Equity Crowdfunding o finanziamento collettivo, grazie al quale ogni cittadino e impresa locale possono contribuire al progetto e in seguito beneficiarne.

Il minor costo dell’energia prodotta e il risparmio energetico conseguito grazie all’efficientamento sono condivisi con i professionisti e le imprese che hanno collaborato al progetto oltre che con il beneficiario stesso. Questi soggetti sono tutti soci della società di scopo e contribuiscono alla sua migliore performance. A questi si aggiungono i cittadini che decidono di investire con il crowdfunding, per attivare un vero azionariato popolare per l’efficientamento energetico.

La moneta complementare sarà utilizzata per la vita del Comune commerciando beni e servizi le aziende ottengono un credito, risorsa assai scarsa di questi tempi. Lo possono spendere per forniture o investimenti, ma anche, ecco la novità, girare ai dipendenti. Al momento, delle 2mila e 500 imprese iscritte al network, sono in 300 a farlo, sempre con il consenso dei collaboratori per recapitare una fetta della retribuzione mensile, parte del trattamento di fine rapporto o alcuni benefit, come la mensa,in moneta complementare. Magari con un premio ulteriore rispetto alla somma in euro. Potrebbe perfino diventare un elemento della contrattazione di secondo livello.

I lavoratori, a loro volta, usano i crediti per comprare nei negozi che aderiscono al Circuito. Dalla produzione al consumo: «Così la filiera si chiude».

La moneta complementare sarà utilizzata per premiare i virtuosi green dell’APP e da utilizzare nei Comuni per cene, acquisti, soggiorni.